Nuraghe Arrubiu

Il Gigante Rosso di Orroli

Il maestoso Nuraghe Arrubiu di Orroli si erge nella zona denominata “Su Pranu” e domina un antico guado nel corso del medio Flumendosa, dove oggi sorge una diga di sbarramento. Il complesso nuragico fù eretto nel 1500 a.C., circa 3500 anni fa. Il suo crollo è stato datato al IX secolo a.C. per cause ancora non certe e rimase disabitato fino al 100 a.C. quando arrivarono i Romani. ‘E il più imponente monumento megalitico della Sardegna e tra i più maestosi di tutto l’occidente europeo. Deve il suo nome “arrubiu” ( “rosso” in sardo ) ai caratteristici licheni rossi che lo ricoprono quasi interamente. ‘E l’unico nuraghe pentalobato dalla Sardegna: la struttura è composta da 5 torri principali e 16 torri esterne, erette in 3 cinte murarie distinte per un totale di 21 torri. La struttura occupa una superficie complessiva di circa 5000 metri e presenta, oltre alle torri, ampi cortili interni, scale, accessi, corridoi, vani cupolati. Un’altra caratteristica unica di questa reggia nuragica sono e numerose “finestre a feritoia”, presenti in ogni torre esterna e in alcune torri interne. Sono finestre alte, strette e talmente regolari da ricordare quelle dei castelli medioevali, che verranno eretti migliaia di anni dopo. Avevano una duplice funzione; servivano sia per far entrare aria e luce nella complesso che ideali strutture difensive da dove gli arcieri potevano scoccare frecce verso i nemici in arrivo con una visuale esterna di 180° ( e più ) da ogni torre, tecnicamente impressionante per l’epoca. Nell’area circostante sono visibili i resti di numerose capanne ( tra cui riproduzioni ), alcune delle quali di notevoli dimensioni. Poco distante è presente una Tomba dei giganti chiamata la “Tomba della Spada”, scoperta solo di recente.

Intervento Romano
I Romani trasformarono parte del complesso nuragico ( che all’epoca era interamente ricoperto di detriti ) in una sorta di villa rustica per la produzione agricola e vinicola. Convertirono alcune zone del nuraghe in laboratori; occuparono l’attuale torre D ( adibita anticamente a cucina ) e la torre E. Nel corridoio interno B e K1 sono state rinvenute diverse vasche sovrapposte di arenaria usate per la pigiatura dell’uva e la raccolta del mosto. Tutte le strutture romane sono state rimosse dal nuraghe e adagiate in una zona vicina all’ingresso dello stesso.

Curiosità
Recenti studi sulle antiche ceramiche rinvenute all’interno della struttura hanno rivelato che in antichità veniva prodotto sia il vino bianco più antico del mediterraneo occidentale e che la cosiddetta “birra nuragica”, la cui ricetta è tutt’ora sconosciuta.[/vc_column_text][/vc_column]

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